I GIORNI DELLA METALMECCANICA OGNI TRE MESI LA VOCE DELLE IMPRESE
INCONTRA LA STAMPA NAZIONALE E DEI TERRITORI

165ª INDAGINE CONGIUNTURALE DI FEDERMECCANICA

A livello nazionale il 2022 chiude in negativo, a Bergamo buoni risultati

Sono stati diffusi i risultati della 165ª edizione dell’Indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica relativamente al quarto trimestre 2022. Negli ultimi tre mesi dell’anno la produzione è aumentata dell’1,3% rispetto ai tre mesi precedenti e dello 0,2% rispetto a dodici mesi prima. Tuttavia il 2022 nel complesso si è chiuso in negativo, segnando un -0,4 rispetto al 2021. In particolare, nel confronto annuo, le attività della metallurgia sono calate complessivamente del 10%, la produzione di manufatti in metalli del 4,2%, mentre è cresciuta dello 0,8% quella di autoveicoli e rimorchi e del 3,8% quella di altri mezzi di trasporto. 

A livello europeo, nella media dell’anno, la flessione produttiva registrata per il settore metalmeccanico si confronta con i risultati positivi realizzati dai principali paesi della UE.

Il Presidente di Federmeccanica, Federico Visentin, ha commentato: “Non avremmo voluto vedere un segno meno davanti al dato della produzione industriale del 2022, non vorremmo continuare a vedere nei nostri bilanci quella stretta sui margini – determinata ancora in larga misura dai costi dell’energia e delle materie prime – che continua ad essere significativa, lasciando così un’ombra lunga sulle prospettive positive. Servono azioni di sistema per affrontare le emergenze e politiche industriali per stimolare la crescita dell’Industria. L’erosione dei margini rispetto ai livelli di produzione è un fenomeno che si potrebbe assimilare agli effetti negativi prodotti dal cuneo fiscale, che nel nostro Paese è sempre troppo alto. Anche su questo punto non possiamo abbassare la guardia, per le persone che lavorano e per la competitività delle imprese che producono”.

In una situazione nazionale caratterizzata da un’evoluzione in chiaroscuro, spicca invece il buon andamento nella nostra provincia, come risulta dalle rielaborazioni dell’Ufficio Studi di Confindustria Bergamo. La metalmeccanica bergamasca ha chiuso infatti l’anno con un quarto trimestre decisamente positivo in tutti i suoi comparti, tanto nel confronto con i mesi estivi, quanto nel confronto con lo stesso periodo del 2021. Le variazioni sono in linea con le medie regionali. Si tratta di un risultato sopra le aspettative, perché non solo evidenzia un rimbalzo tendenziale rispetto ad un periodo già favorevole come quello verificatosi alla fine del 2021 (siderurgia + 6,9%, meccanica +7,8%, mezzi di trasporto +3,8%), ma scongiura anche l’ipotesi del rallentamento – o addirittura della recessione – che si paventava per l’ultima parte del 2022.

Complessivamente nel confronto 2022-2021 la siderurgia è cresciuta mediamente del 7,8%, la meccanica dell’8,6% e il comparto dei mezzi di trasporto è salito del 2,8%. I numeri si riferiscono ai consuntivi sui livelli di produzione dichiarati dalle aziende e non ai loro fatturati o margini operativi, condizionati in modo pesante da dinamiche di costo e di inflazione.

L’indagine trimestrale di Federmeccanica conferma il giudizio sostanzialmente positivo sulla fase congiunturale: per il 49% delle aziende bergamasche l’attività è cresciuta, per il 33% è rimasta stabile e solo per il 18% si è presentata una diminuzione.

Il ciclo delle scorte si è leggermente divaricato tra il raggiungimento di livelli alti e sostanzialmente cautelativi nelle materie prime – valutate abbondanti nel 33% e scarse nel 7% dei casi – e una maggiore tensione nel caso dei prodotti finiti – giudicati abbondanti nel 3% e scarsi nel 13% dei casi.

Questo dato è coerente con un giudizio in gran parte favorevole sul portafoglio ordini, valutato soddisfacente o normale dall’83% delle aziende, e con prospettive per il I trimestre del 2023 di stabilità, per i tre quarti delle aziende, e di crescita, per il restante quarto. Tutto ciò in presenza di impatti significativi dei prezzi di energia e materie prime sui prezzi di produzione, che deprimono il Margine Operativo Lordo nel 61% dei casi.

Dichiarazione di Agostino Piccinali, presidente del Gruppo Meccatronici di Confindustria Bergamo “Il contesto in cui il settore sta operando resta difficile, come dimostra il calo evidenziato a livello nazionale. Emerge quindi in maniera ancora più significativa il risultato della metalmeccanica bergamasca che, in un anno caratterizzato da scenari di complessità e incertezza straordinarie, grazie alle proprie caratteristiche di specializzazione, diversificazione e ricerca competitiva, ha saputo mantenere un’elevata attività, nonostante l’erosione dei margini provocata dalla crisi energetica e dal generale rialzo dei prezzi di materie prime e semi lavorati. Per quanto riguarda il 2023 è significativo che le attese siano positive, anche se sono diffusi i timori e le preoccupazioni per il protrarsi della guerra in Ucraina, con inevitabili riflessi politico-economici ad ampio raggio. La sfida sarà riuscire a mantenere alta la competitività delle nostre imprese con riorganizzazioni e efficientamenti dei processi, ma anche con investimenti in nuove tecnologie e un focus costante sulla formazione e aggiornamento delle risorse umane”.