05

mar

2026

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I GIORNI DELLA METALMECCANICA - 177ª INDAGINE CONGIUNTURALE DI FEDERMECCANICA

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Sono stati diffusi oggi i risultati della 177ª edizione dell’Indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica – Meccatronica italiana. Nel 2025 l’attività industriale ha continuato ad essere condizionata dal complesso scenario internazionale con riflessi sulla catena di approvvigionamento, sui costi energetici e sulle strategie di export. Dopo un biennio 2023-2024 difficile, nel 2025 la dinamica produttiva è stata instabile e senza capacità di effettivo recupero rispetto al passato, evidenziando, infatti, sulla base dei dati grezzi, una contrazione tendenziale media dell’1,0. Anche nel settore metalmeccanico, la produzione è mediamente diminuita dello 0,9% nel confronto con l’anno precedente. Nel corso dell’intero 2025, la dinamica produttiva è stata altalenante in termini sia congiunturali sia tendenziali. Nel quarto trimestre, la produzione si è ridotta (-0,8%) rispetto al terzo, mentre nel confronto tendenziale, c’è stato un nuovo incremento (+2,5%), ma senza un completo recupero.

Il peggioramento settoriale è stato condizionato in particolar modo dalla ridotta fabbricazione di Autoveicoli e rimorchi che si è registrata rispetto al 2024 (-11,1%) cui si sono accompagnate le contrazioni registrate nelle produzioni di Prodotti in metallo (-1,1%), di Macchine e apparecchi elettrici (-0,6%) e di Macchine e apparecchi meccanici (-0,5%). All’opposto, hanno aumentato la produzione le attività della Metallurgia (+3,0%) e i comparti dei Computer, apparecchi radio-tv e strumenti di precisione (+1,9%) e degli Altri mezzi di trasporto (+1,6%). 

Per quanto riguarda i dati locali, in base alle elaborazioni dell’Ufficio studi di Confindustria Bergamo, nel quarto trimestre del 2025 la congiuntura del comparto metalmeccanico ha continuato a mostrare segnali complessivamente deboli. Particolarmente negativa risulta la variazione tendenziale del comparto siderurgico (-11,7%), sensibilmente peggiore rispetto a quella registrata a livello lombardo (-1,7%). Anche il settore dei mezzi di trasporto evidenzia un arretramento (-1,4%). Un primo segnale di moderato recupero proviene invece dalla meccanica (+2,5%), che interrompe una sequenza di sette trimestri consecutivi di contrazione e si riallinea al tasso di crescita medio regionale.

Il risultato dell’ultimo trimestre contribuisce a definire il quadro complessivo dell’anno 2025, che riflette le numerose e differenziate criticità che hanno interessato i vari comparti della metalmeccanica. In continuità con quanto osservato nel 2024, infatti, tutti i comparti registrano una dinamica annua negativa, sebbene con flessioni generalmente più contenute rispetto all’anno precedente. Ulteriori elementi di debolezza emergono anche dall’analisi del tasso di utilizzo degli impianti che, pur mostrando un lieve miglioramento o una sostanziale stabilità rispetto al 2024, si mantiene su livelli inferiori rispetto a quelli osservati nel triennio 2021-2023.

L’indagine periodica di Federmeccanica sul business sentiment delle imprese bergamasche evidenzia una sostanziale stabilità rispetto al trimestre precedente, con un saldo neutro tra le imprese che segnalano un aumento della produzione e quelle che ne indicano una diminuzione. Permane quindi una condizione di stabilizzazione su livelli ritenuti nel complesso insufficienti, come indicato dal saldo negativo tra giudizi soddisfacenti e insoddisfacenti (–19).

Per quanto riguarda la consistenza del portafoglio ordini e il giudizio espresso dalle imprese su tale indicatore, i saldi rimangono negativi e risultano in ulteriore peggioramento rispetto al trimestre precedente (–13 e –22). Anche le aspettative relative all’andamento della produzione mostrano un ridimensionamento, pur mantenendosi in territorio positivo; soltanto il 5% delle imprese prevede una possibile contrazione dell’attività produttiva nei mesi successivi: è tuttavia da sottolineare che la rilevazione ha avuto luogo prima dell’acuirsi della crisi in Medio Oriente.

Tra le misure economiche contenute nella Legge di Bilancio a sostegno dell’attività produttiva, le imprese bergamasche individuano come maggiormente efficaci l’iperammortamento per gli investimenti digitali e green, il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo e la proroga della maggiorazione della deduzione per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Al contrario, risultano valutate come meno incisive la ZES Unica e l’Ires premiale.

Il quadro complessivo che emerge è dunque quello di una fase congiunturale caratterizzata dall’assenza di segnali solidi e continuativi di ripresa e da una tendenza alla stabilizzazione su livelli mediamente ritenuti insoddisfacenti. Tale situazione appare coerente anche con l’andamento osservato a livello nazionale ed europeo nei principali comparti della metalmeccanica all’inizio del 2026, dove permangono fattori di incertezza legati alla debolezza della domanda industriale, in particolare nel settore dell’acciaio, dell’automotive e in alcune filiere della meccanica strumentale. 

 

Dichiarazione di Agostino Piccinali, Presidente del Gruppo Meccatronici di Confindustria Bergamo

“Le recenti vicende ci confermano che incertezza, fragilità e rapidità sono le caratteristiche dell’attuale scenario mondiale. Ogni prospettiva può repentinamente e drammaticamente mutare, come purtroppo stiamo tutti sperimentando in questi giorni, caratterizzati dall’esplosione di un nuovo conflitto, di cui, al momento, non si intravvede la ragione, gli obiettivi e la conclusione. Dal punto di vista imprenditoriale questo genera nuove e ampie criticità, impattando su export e ciclo di approvvigionamenti, sui costi di trasporto e sui costi energetici che, in modo particolare nel nostro paese, sono rimasti su livelli elevati gravando fortemente su famiglie e imprese. In questo contesto, non prevediamo un inizio dell’anno facile per il settore metalmeccanico bergamasco, che segue un biennio altrettanto complicato. Siamo chiamati a una nuova prova di resilienza, che dovrà essere supportata nel contesto di un quadro nazionale ed europeo di sostegno concreto al manifatturiero, che generi meno annunci e interventi seri ed efficaci in ambito energetico e misure per l’industria coordinate e inserite in una visione a medio termine”.