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2025
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CONGIUNTURA FLASH DICEMBRE 2025 - CALANO EXPORT E PRODUZIONE INDUSTRIALE, DEBOLI I CONSUMI, ELETTRICITÀ ANCORA CARA
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Frecassetti Pietro
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Lunedì 22 dicembre il Centro Studi Confindustria ha pubblicato il nuovo numero di “Congiuntura Flash”.
Il quadro resta complesso: nel quarto trimestre export e industria continuano a risentire dei dazi USA e del dollaro debole sull’euro, anche per effetto dei tagli dei tassi della FED. Tornano inoltre segnali di maggiore cautela sui consumi, con la fiducia delle famiglie che scricchiola. A sostenere l’attività economica contribuiscono però gli investimenti (spinti in larga parte dal PNRR), la tenuta dei servizi – trainati dal turismo straniero – e il calo del prezzo del petrolio.
Sul fronte finanziario, in Italia i tassi restano moderati: a dicembre il rendimento dei BTP è stato per alcuni giorni sotto quello dei titoli francesi, con medie mensili pressoché allineate. Con la BCE ferma al 2,00%, il costo del credito alle imprese non scende più e si stabilizza su livelli elevati. Negli Stati Uniti, la FED ha effettuato il terzo taglio consecutivo, portando i tassi al 3,75%, contribuendo a mantenere il dollaro svalutato (intorno a 1,17 sull’euro).
Sul versante energia e prezzi, prosegue il lento rientro delle quotazioni: petrolio in calo (circa 63 dollari/barile a dicembre) e gas in diminuzione (circa 27 euro/MWh), ma ancora ben sopra i livelli pre-2022. L’inflazione in Italia rimane moderata (+1,1% a novembre), mentre resta un punto critico il costo dell’elettricità per le imprese, ancora più alto rispetto a Francia e Spagna.
Gli investimenti mostrano segnali ancora positivi a fine 2025, con indicatori favorevoli su impianti e macchinari e una fiducia che si mantiene elevata nei beni strumentali e nelle costruzioni. I consumi restano invece più fragili: le vendite al dettaglio crescono a ottobre e le immatricolazioni auto migliorano a novembre, ma la fiducia delle famiglie cala bruscamente a novembre e recupera solo in parte a dicembre; l’occupazione torna comunque in espansione tra settembre e ottobre.
Nei servizi l’espansione accelera: gli indicatori segnalano un buon ritmo di crescita nel quarto trimestre e a dicembre balza la fiducia delle imprese del settore. Nell’industria, invece, la produzione torna a calare a ottobre, con differenze settoriali (meglio metallurgia e mobili, più difficili moda e automotive). Arrivano tuttavia segnali di miglioramento dagli indici PMI e dalla fiducia, in trend positivo a dicembre.
Sul fronte estero, l’export peggiora a ottobre: cala del -3,0% (dopo il rimbalzo di settembre), frenato soprattutto dagli strumentali, mentre crescono solo pochi comparti – in particolare la farmaceutica – e alcune destinazioni. Le prospettive restano deboli, con nuovi segnali negativi dagli ordini manifatturieri esteri. In Europa, i servizi tengono meglio dell’industria; negli USA l’economia rallenta, con segnali di indebolimento anche nel mercato del lavoro. In Cina l’industria frena, ma l’export torna a crescere a novembre grazie ai mercati alternativi agli USA, mentre la domanda interna rimane contenuta.
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