Giovanna Ricuperati - Bergamonews - “Ci troviamo di fronte a un’ingiustizia. Le imprese che, dopo aver effettuato investimenti in linea con il piano Transizione 5.0, erano in lista di attesa e riceveranno solo il 35% del credito d’imposta, circa un terzo dell’agevolazione spettante. Nella pratica, il credito sarà intorno al 16%, oppure inferiore.
Ad essere coperto sarà solamente il credito d’imposta sugli investimenti in beni strumentali, escludendo gli investimenti per i sistemi di gestione dell’energia e per gli impianti da fonti rinnovabili a fini di autoconsumo. Intollerabile che l’unica misura di fatto prevista per sostenere gli investimenti delle imprese, già arrivata con enorme ritardo nel corso del 2024 e caratterizzata da un impianto così complesso da scoraggiare molti potenziali utilizzatori, sia stata ora ulteriormente depotenziata, smentendo le rassicurazioni fatte in precedenza”.
“In più mina la fiducia nei confronti dell’azione del Governo, evidenziando la mancanza di una strategia di medio periodo con al centro la competitività delle imprese. Come abbiamo detto in molte occasioni, servono misure semplici, con poche regole di accesso, valutazione dei risultati e soprattutto senza cavilli retroattivi. Riconosciamo e sosteniamo l’impegno del Governo sul rigore dei conti pubblici, ma senza una visione anche sulla crescita, ogni sforzo sarà alla fine vano. Ora è fondamentale che il Governo, nel suo confronto con le imprese, riveda subito le proprie posizioni, mandando un segnale di chiarezza e trasparenza”.