Ercole Galizzi, presidente di Confindustria Bergamo - L'Eco di Bergamo: "Sono soddisfatto soprattutto per i lavoratori e per le imprese dell'indotto, per una vicenda che si è chiusa positivamente. Il rischio era che la chiusura della Fincantieri potesse durare a lungo".
Il segnale è importante e speriamo che possa aprire una fase di maggior certezza. Aver sbloccato l'attività di Fincantieri rappresenta inoltre un passaggio di rilievo per la valorizzazione delle eccellenze nella cantieristica che ci sono nel nostro Paese".

"Le regole vanno rispettate, non c'è dubbio. Ma c'è modo e modo di intervenire, altrimenti si rischia di colpire imprese che invece vogliono operare nella certezza delle normative e nel rispetto dell'ambiente. Su questo fronte bisogna intervenire anche per creare le condizioni per favorire gli investimenti delle imprese straniere in Italia. Nel nostro Paese si respira un'aria non favorevole alle aziende del manifatturiero. Sono diversi i segnali e i casi Ilva e Fincantieri sono emblematici, così come quello relativo ai macchinari "bullonati". Senza contare i pesanti adempimenti burocratici e la norma sulla "class action" in itinere, che sembra voler andare contro le imprese".

"Occorre fame una presa di coscienza e ricordare quanto l'industria e il manifatturiero siano importanti per tutta l'economia".

"La soluzione trovata in tempi abbastanza rapidi va a beneficio anche di tante imprese industriali e artigiane coinvolte. È stato risolto però il caso singolo e la complessità delle norme fa capire che in ogni momento qualunque impresa potrebbe essere coinvolta in situazioni analoghe".