I GIORNI DELLA METALMECCANICA OGNI TRE MESI LA VOCE DELLE IMPRESE
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174ª INDAGINE CONGIUNTURALE DI FEDERMECCANICA

 

Sono stati diffusi i risultati della 174ª edizione dell’Indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica – Meccatronica italiana. Nei primi mesi del 2025 l’attività economica globale ha evidenziato segnali di indebolimento e le attese per l’anno in corso sono state ulteriormente ridimensionate. Questo principalmente a seguito degli annunci di nuovi dazi all’import da parte dell’amministrazione statunitense, con pesanti ricadute sull’economia mondiale, nonché delle incertezze sulla loro applicazione.

In particolare, nel settore metalmeccanico: i volumi di produzione sono mediamente aumentati dello 0,7% rispetto al precedente trimestre, ma rispetto all’analogo periodo del 2024 l’attività si è confermata negativa, con una contrazione del 5,8%.

Nel primo trimestre dell’anno si evidenziano, inoltre, situazioni differenziate. Se da un lato, infatti, la gran parte delle attività del settore ha segnato variazioni positive rispetto ai tre mesi precedenti (con l’eccezione dei comparti di Computer, apparecchi radio-tv e strumenti di precisione e degli Altri mezzi di trasporto), dall’altro il confronto con l’analogo periodo del 2024 sottolinea lo stato di forte sofferenza nel quale continua a versare l’industria metalmeccanica, visto che solo la Metallurgia e gli Altri mezzi di trasporto registrano una variazione positiva, sebbene modesta.

Per quanto riguarda i dati locali, in base alle elaborazioni dell’Ufficio studi di Confindustria Bergamo proseguono anche per il primo trimestre 2025, le difficoltà della metalmeccanica bergamasca. L’unico comparto con segno positivo è quello siderurgico/metallurgico, che ha fatto registrare un +4,1% rispetto a un anno prima e ha così confermato la ripresa, avviatasi da tre trimestri, dopo la prolungata crisi del biennio 2022/2023. Anche questo valore positivo, come i due precedenti, è tuttavia almeno in parte condizionato dal confronto con periodi fortemente negativi e la conferma di una sostanziale debolezza nel tenore della ripresa è data dal tasso di utilizzo degli impianti, fermo al 70,2%.

Ancora negativi sono gli altri due comparti, quello della meccatronica e dei macchinari (-3,4%), e quello dei mezzi di trasporto (-4,2%). Per meccatronica e macchinari, che costituiscono il comparto di punta della manifattura bergamasca, si tratta del settimo trimestre negativo consecutivo, con un andamento peggiore, per intensità, rispetto a quello medio regionale.

Per questi due comparti è inoltre rilevante la percentuale di aziende che segnalano cadute del ciclo produttivo superiori al 5%, si tratta del 40% delle imprese, nel caso della meccatronica, e della metà delle imprese, nel settore produttivo legato ai mezzi di trasporto.

L’indagine periodica di Federmeccanica conferma la situazione di diffusa difficoltà e risultano in netta maggioranza le aziende che dichiarano un calo o una stagnazione della produzione (l’80%) rispetto a quelle che manifestano segnali di ripresa, con un saldo delle risposte peggiore a Bergamo di quanto riscontrato nell’indagine nazionale, sia per quanto riguarda i livelli produttivi, sia per il portafoglio ordini.

Pesa, su questi indicatori e su questi giudizi, il generale rallentamento congiunturale che ha colpito, dal 2023, l’industria nazionale e la metalmeccanica, riconducibile alle difficoltà competitive del mercato europeo, in particolare tedesco e francese, al quale si è aggiunto, dal 2024, il forte rallentamento delle importazioni dagli Stati Uniti. Una situazione che ha depotenziato in modo sensibile i primi tre partner commerciali dell’export bergamasco.

A ciò si aggiunge un clima di pesante incertezza legato alle barriere commerciali con gli Stati Uniti, un mercato di interesse per la metà delle imprese partecipanti all’indagine, con timori diffusi per la riduzione della competitività.

Dichiarazione di Agostino Piccinali, presidente del Gruppo Meccatronici di Confindustria Bergamo

«Dobbiamo purtroppo registrare l’andamento critico del comparto in questo inizio 2025, dopo qualche segnale positivo che si era manifestato a fine anno. La nostra maggiore propensione all'export, da sempre punto di forza della manifattura bergamasca, ci espone alle tante difficoltà dei mercati internazionali, in particolare ai rallentamenti di Germania e Francia, paesi fortemente interconnessi con le nostre produzioni. L’esplorazione di altri mercati prosegue e si è intensificata negli ultimi tempi, ma è indubbio che il clima di incertezza, legato alle politiche ondivaghe dei dazi statunitensi e ai troppi conflitti in corso, con ripercussioni a livello globale, rende difficile la ricerca di nuove prospettive. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un quadro favorevole in cui operare, sia in Italia che a livello europeo, una New Generation Eu per l'industria, come ha sottolineato il presidente Orsini nell’assemblea di alcuni giorni fa e di un’attenzione speciale, nonché finalmente di decisioni concrete per i costi dell’energia che, in particolare nel nostro Paese, sono un macigno insostenibile per la nostra competitività”.