Nota stampa

DAZI: DICHIARAZIONE DELLA PRESIDENTE
DI CONFINDUSTRIA BERGAMO GIOVANNA RICUPERATI

“Nonostante l’intesa raggiunta a livello europeo, le preoccupazioni restano. Non possiamo dimenticare che i dazi, al di là delle percentuali che è possibile contrattare, sono un problema di enorme rilevanza sia per l’Italia, sia, ancor più, per una provincia esportatrice come quella bergamasca, che impatta direttamente sulle principali filiere industriali della provincia, fortemente integrate nelle catene globali del valore.

I dettagli dell’intesa sono ancora tutti da verificare, con possibili contraccolpi anche notevoli sui alcuni settori più esposti, come la farmaceutica. Per un giudizio definitivo, sarà inoltre necessario attendere che si chiudano gli accordi USA verso altri paesi, per capire quale è la posizione relativa dell'Europa nello scacchiere globale.
Dobbiamo sottolineare, come nota positiva, che questa intesa riduce, almeno parzialmente, l'incertezza dello scenario e delinea il contesto in cui ci si muove, dove però persistono altri fattori di criticità, primo fra tutti, la forte svalutazione del dollaro nei confronti dell’euro, che sta causando una perdita di competitività dei produttori europei, a cui si somma anche l’effetto dell’apprezzamento dell’euro nei confronti della valuta cinese.

Resta inoltre da affrontare, come più volte sottolineato dal mondo imprenditoriale, il tema dei "dazi interni" a livello europeo - regolamentazioni e standard nazionali eccessivi o divergenti, burocrazia e oneri amministrativi - che pesano moltissimo e che richiedono una profonda revisione delle regole, così come indicato anche nel Rapporto Draghi. Un percorso che appare imprescindibile per la competitività della manifattura europea.

In un contesto che resta molto delicato, possiamo però sempre contare sull’elevata qualità media delle esportazioni bergamasche, che ne rende la domanda meno reattiva al prezzo, e sulla diversificazione e multi specializzazione della manifattura che la rendono più resiliente e al tempo stesso più capace di guardare a nuovi mercati e settori, come risulta già evidente negli ultimi anni. Dare attuazione senza ulteriori indugi ad accordi commerciali come quello con i paesi del Mercosur diventa urgente: permetterà alle nostre imprese di accedere a nuove opportunità di mercato in aree del mondo dalle potenzialità ancora inespresse”.