Osservatorio Confindustria Bergamo – APL:

in calo la domanda di lavoro somministrato,

si conferma la carenza di tecnici e operai specializzati

La domanda di lavoratori in somministrazione giunta alle Agenzie da parte delle imprese in provincia di Bergamo ha registrato una ulteriore chiara contrazione rispetto alla situazione di un anno fa (-50%), la terza consecutiva dopo il -15% del secondo semestre 2023 e il -45% dello scorso semestre. Anche su base congiunturale, cioè rispetto ai mesi appena trascorsi, si osserva una flessione significativa (-30%).

Sono le indicazioni dell’Osservatorio Confindustria Bergamo-Agenzie Per il Lavoro, costituito nel 2020 in sinergia con analoghe iniziative di Assolombarda e di Confindustria Brescia, che nel corso del 2024 ha subito un significativo rinnovamento, con l’ampiamento del panel delle agenzie, salite da 10 a 11, il passaggio dalla frequenza trimestrale alla cadenza semestrale, considerata più idonea per un’analisi puntuale, e la semplificazione della griglia di figure esaminate. Cambiamenti che hanno reso possibile l’integrazione nell’analisi del dato regionale, benchmark ideale per i territori considerati: la provincia di Bergamo, la provincia di Brescia e l’aggregato delle province di Milano, Monza e Brianza, Pavia, Lodi.

In base alle richieste ricevute dalle Agenzie per il Lavoro da parte delle imprese bergamasche, nel secondo semestre 2024, il gruppo professionale dei conduttori di impianti si conferma quello maggiormente ricercato, con una quota del 25,1%. A seguire, per numerosità, il personale non qualificato, con una quota pari al 20,2%, i tecnici (15,6%) e gli addetti al commercio (14,8%), che superano, rispetto al I semestre 2024, gli operai specializzati, fermi al 13,7%.

La composizione dei profili richiesti risulta più diversificata rispetto al passato, con una presenza meno dominante di conduttori di impianti nelle prime posizioni.

Tra le professioni più ricercate, il personale non qualificato in ambito industriale rappresenta il 9,9%, seguito dagli addetti alla logistica e dagli operatori di macchine confezionatrici (entrambi 5,5%). Nella top 20 son presenti altre 4 figure dei conduttori di impianti, in riduzione rispetto alle 8 registrate nel I semestre: addetti all’assemblaggio di prodotti industriali (4,4%), operatori di macchinari per l’industria della gomma (3,4%), per quella alimentare (3,1%) e per le lavorazioni metalliche (1,4%).

Nel gruppo del personale non qualificato, gli addetti al servizio di pulizia (3,7%) e alla consegna merci (3,6%) occupano rispettivamente la settima e l’ottava posizione.

In continuità con il primo semestre, gli operai specializzati sono rappresentati da montatori e manutentori (3,7%), fonditori e saldatori (2,0%), installatori di apparecchiature elettroniche (1,6%) e tecnici della meccanica di precisione (1,4%). Tra gli impiegati esecutivi, accanto agli addetti alla logistica, figurano gli impiegati di segreteria (1,8%).

I tecnici aggiungono una figura in graduatoria: agli esperti della produzione (1,6%) si affiancano i tecnici informatici (1,9%); per i qualificati nelle attività commerciali emergono due profili: gli addetti al fast food (2,9%) e i commessi delle vendite al dettaglio (2,6%).

Il confronto con la top 20 dei profili riferita all’intero territorio lombardo fa emergere la natura manifatturiera della nostra provincia: a livello regionale le richieste in merito ai conduttori di impianti sono meno in evidenza e si evidenzia invece la domanda di commessi e addetti consegna merci.

Rispetto alle criticità nel reperimento, il focus, nella nostra provincia, è sulle figure tecniche. In particolare, si segnalano i tecnici in campo ingegneristico, fortemente richiesti e molto difficili da reperire. Al contrario, per gli impiegati esecutivi, nessun profilo appare in area critica, mentre per il personale alla guida di impianti, emerge una criticità relativa ai conduttori di macchinari per la lavorazione della gomma. In generale in questo gruppo le problematiche sono mediamente superiori alla media regionale, in coerenza con la vocazione manifatturiera del territorio e la conseguente alta domanda per queste professionalità.

In linea con le rilevazioni precedenti, anche per la maggior parte dei profili di operai le Agenzie segnalano l’elevata difficoltà nel trovare candidati; in particolare, per le figure di montatori/manutentori, fonditori/saldatori, installatori di attrezzature elettroniche, specializzati nella meccanica di precisione.

“I dati dell’Osservatorio sul lavoro in somministrazione – sottolinea Paolo Piantoni, Direttore Generale di Confindustria Bergamo – confermano le criticità rispetto ad alcune figure. Dai tecnici in campo ingegneristico ai montatori e manutentori fino agli introvabili saldatori, la richiesta di figure specializzate è costantemente elevata per numerose funzioni chiave in un territorio come il nostro ad alta trazione manifatturiera e resta spesso inevasa. Tuttavia, anche in questa analisi viene confermato un calo generale delle richieste, già evidenziato nei mesi scorsi. Se, da un lato, tale diminuzione può essere legata a un rallentamento del settore industriale, dall’altro l’aumento degli occupati nel 2024 e l’ulteriore calo del tasso di disoccupazione, sceso all’1,5%, il più basso d’Italia, confermano la sostanziale tenuta del mercato del lavoro bergamasco e la “fame” crescente di personale. In questo contesto, la flessione del segmento della somministrazione, per natura più volatile rispetto alle assunzioni dirette, può legarsi anche alla volontà di una maggiore stabilizzazione dell’organico da parte delle imprese, sempre più consapevoli della necessità di investire nel capitale umano, anche nei difficili contesti attuali”.