10
lug
2026
News - IMPRENDITORE - MANAGER - OPERATORE
REVISIONE SISTEMA ETS: COMMENTO DEL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA BERGAMO MATTEO ZANETTI
ETS, appello congiunto di Confindustria, BDI e MEDEF alla Commissione Ue: serve una revisione che sostenga l’industria
Con una dichiarazione congiunta, Confindustria, BDI e MEDEF chiedono alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, una profonda revisione del meccanismo ETS, affinché le regole del mercato europeo della CO2 siano rese più aderenti alla realtà dell’industria, tenendo conto delle tecnologie disponibili, dei costi, delle infrastrutture e della concorrenza internazionale.
Nella lettera firmata dalle associazioni industriali di Italia, Germania e Francia, che per la prima volta esprimono una posizione comune in vista della proposta della Commissione europea attesa per il 17 luglio, viene richiamato anche un recente studio dell’Università di Milano-Bicocca sull’ETS. Secondo l’analisi, tra il 2013 e il 2024 la riduzione delle emissioni sarebbe derivata soprattutto dalle chiusure aziendali, più che dall’effetto del sistema sulla decarbonizzazione.
Di seguito il commento del Presidente di Confindustria Bergamo Matteo Zanetti:
"La revisione del sistema ETS è ormai una questione decisiva per il futuro dell’industria europea. Gli obiettivi di decarbonizzazione restano imprescindibili, ma non possono tradursi in un meccanismo che penalizza le imprese chiamate a investire nella transizione e che, allo stesso tempo, le espone alla concorrenza di Paesi sottoposti a vincoli molto meno stringenti.
Per un territorio manifatturiero ed esportatore come quello bergamasco, l’aumento dei costi legati alle emissioni incide direttamente sulla competitività delle aziende, in particolare nei settori energivori e lungo le filiere che da essi dipendono. Il rischio concreto è che produzioni, investimenti e occupazione si spostino al di fuori dell’Europa, senza peraltro generare un reale beneficio ambientale.
L’iniziativa congiunta di Confindustria, Medef e BDI indica con chiarezza la necessità di correggere l’attuale impostazione. All’Europa chiediamo una politica industriale capace di accompagnare la decarbonizzazione con strumenti sostenibili, tempi realistici e condizioni competitive eque. Difendere la capacità produttiva europea non significa ridurre l’ambizione climatica, ma creare le condizioni perché siano proprio le imprese europee a guidare la transizione. L’auspicio è che si possa intervenire anche per contrastare gli effetti distorsivi legati a speculazioni finanziare innescate da operatori estranei al mondo industriale.”
