Energia

27

set

2023

News - IMPRENDITORE - MANAGER - OPERATORE

PNRR: LE OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE NEL CAPITOLO REPOWEREU

AMBIENTE, CREDITO, FINANZA E CONFIDI, DIREZIONE, ENERGIA, ESG, INNOVAZIONE TECNOLOGICA E ORGANIZZATIVA

Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi, tagliare i consumi energetici e accelerare la transizione green. Sono questi gli obiettivi del capitolo REPowerEU, che il Governo ha inviato il 7 agosto 2023 alla Commissione europea insieme alla proposta di revisione del PNRR. Si tratta di un capitolo integrativo al Piano nazionale di ripresa e resilienza che prevede lo stanziamento di fondi ad hoc per finanziare progetti in ambito energetico.

La proposta italiana si articola in 6 riforme e 19 investimenti, di cui 4 costituiscono un rafforzamento di misure già contenute nel PNRR, prevede impegni di spesa per 19,26 miliardi di euro ed è strutturata lungo tre direttrici di investimento, focalizzate su:

  • rafforzamento delle reti elettriche e del gas, con lo stanziamento di 2,3 miliardi di euro per investimenti di carattere strategico, sia per la transizione ecologica sia per la sicurezza degli approvvigionamenti dell'Italia e dell'Europa;
  • interventi legati alla transizione green e all’efficientamento energetico, che finanzia diverse azioni per un totale di 14,79 miliardi;
  • azioni dedicate alle filiere strategiche per le tecnologie a zero emissioni, con 2,05 miliardi diretti a sostenere gli investimenti per la produzione nelle catene del valore delle tecnologie e materie prime critiche.

Agli investimenti si aggiungono 6 progetti di riforma, per cui sono previsti impegni per poco più di 100 milioni di euro, focalizzati su: 

  • Riduzione dei costi di connessione alle reti del gas per la produzione di biometano;
  • Power Purchasing Agreement (PPA), cioè contratti innovativi per garantire remunerazione stabile a chi investe nelle fonti rinnovabili;
  • Green skills nel settore privato per la formazione delle risorse umane attualmente impiegate nell'industria tradizionale;
  • Green skills nel settore pubblico per la formazione specialistica dei dipendenti della PA;
  • Percorso per la razionalizzazione dei sussidi inefficienti ai combustibili fossili;
  • Testo unico sulle autorizzazioni per le fonti rinnovabili.

Gli incentivi alle imprese

 

Ricco il ventaglio di opportunità dedicate alle imprese all’interno del REPowerEU, con faro puntato anche sulle PMI. Risorse consistenti (4 miliardi di euro) sono dedicate al piano Transizione 5.0 green, evoluzione del  pacchetto dei crediti di imposta 4.0.

Anche Transizione 5.0 green prevede agevolazioni alle imprese, incluse le piccole e medie, sotto forma di credito d’imposta. Al sostegno possono accedere tutti i settori strategici dell’economia, a fronte di investimenti nell’innovazione digitale e nella transizione verde che contribuiscano a ridurre i consumi energetici nei processi produttivi, a sostituire i combustibili fossili, a ridurre le emissioni, recuperare materie prime critiche e migliorare la circolarità dei processi produttivi.

Un miliardo e mezzo nell’ambito del capitolo energetico agganciato al PNRR è invece dedicato al credito d'imposta per l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, un nuovo incentivo pensato per sostenere gli investimenti in impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili da utilizzare esclusivamente nel proprio processo produttivo. Una misura che, anche in questo caso, si rivolge a tutte le imprese, senza esclusioni legate alla dimensione o al settore.

In aggiunta è previsto anche il rifinanziamento, per 320 milioni, della cosiddetta Sabatini Green, misura prevista dalla Legge di bilancio 2020 per finanziare gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese per l’acquisto o l’acquisizione in leasing di macchinari, impianti e attrezzature ad uso produttivo nuovi di fabbrica che abbiano basso impatto ambientale. In questo caso l’agevolazione non è concessa in forma di tax credit, ma - a fronte della concessione di un finanziamento bancario – c’è un contributo in conto impianti pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, a un tasso d’interesse annuo del 3,575% per gli investimenti green.

Focus sulle imprese della filiera agroalimentare per un’altra misura prevista che vale 400 milioni di euro. L’obiettivo è sostenere gli investimenti per il risparmio energetico e idrico in agricoltura e nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Gli interventi, che potranno essere incentivati attraverso contributi a fondo perduto, eventualmente abbinati a finanziamenti agevolati, riguardano la digitalizzazione volta al miglioramento delle prestazioni e della gestione dell'impresa, l'utilizzo di macchine, soluzioni robotiche, sensoristica, piattaforme e infrastrutture 4.0.

Due miliardi di euro sono invece destinati alla transizione ecologica del sistema produttivo e alle filiere strategiche per le Net Zero Technologies. Il focus in questo caso è su investimenti di importanti dimensioni finanziarie sempre in ottica green, che si prevede di incentivare facendo ricorso a diversi regimi di aiuto: i contratti di sviluppo, il Fondo per il sostegno alla transizione industriale e il regime di aiuto Investimenti sostenibili 4.0. In tutti e tre i casi, il sostegno finanziario agli investimenti sarà garantito, principalmente, attraverso la concessione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

Il capitolo energetico del PNRR prevede inoltre lo stanziamento di 300 milioni per il sostegno alla produzione di biocarburanti in raffinerie di petrolio tradizionali, convertite in impianti tipici di economia verde, con l'impiego di materie prime provenienti da coltivazioni agricole non in conflitto con le filiere alimentari.

Infine, vengono messi a disposizione 1,2 miliardi per rifinanziare quattro progetti di investimento già inclusi nella prima versione del PNRR dedicati a smart grid, resilienza delle reti, hydrogen valleys e ricerca e sviluppo sull’idrogeno. Le procedure di assegnazione dei fondi aggiuntivi alle quattro misure non sono ancora state definite nel dettaglio.