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17

apr

2026

News - IMPRENDITORE - MANAGER - OPERATORE

"GENOVA E LIGURIA CAPITALI DELL'ECONOMIA DEL MARE 2026": DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE ORSINI

DIREZIONE

In un contesto internazionale sempre più instabile e interconnesso, l’intervento del Presidente di Confindustria Emanuele Orsini si inserisce come una presa di posizione chiara e articolata sulle principali sfide che oggi impattano il sistema produttivo italiano ed europeo.

Dall’emergenza geopolitica in Medio Oriente alle ricadute dirette sui costi energetici, fino al richiamo alla responsabilità della politica nazionale, emerge un filo conduttore netto: la necessità di decisioni rapide, visione strategica e maggiore coesione istituzionale per tutelare la competitività delle imprese.

I tre messaggi lanciati da Orsini, nell’ambito dell’evento “Genova e Liguria capitali dell’Economia del Mare 2026”, non sono letti come temi separati, ma come parti di un’unica agenda urgente. Un’agenda che mette al centro la tenuta economica del Paese, il ruolo dell’Europa e la capacità della politica di rispondere con pragmatismo a uno scenario in rapido cambiamento.


1) Medio Oriente: Orsini, Europa miope su crisi, forse dobbiamo cambiare chi ci sta governando in Ue

Di fronte alle tensioni geopolitiche e agli effetti economici del conflitto in Medio Oriente, cresce la critica verso l’attuale assetto decisionale dell’Unione.

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, parla apertamente: “Stiamo iniziando ad avere problemi nel reperire dei  prodotti sugli scaffali in Sicilia e ad avere problemi con i voli aerei. In questo modo fare impresa e' veramente complicato. Io sono europeista convinto ma mi meraviglia onestamente che l'Europa ancora non abbia pronte misure e che si stia parlando di aiuti di Stato  e non di debito pubblico, mentre ancora oggi l'euro scambia   attorno a 1,16-1,17 dollari. Questo veramente mi spaventa,   forse dobbiamo cambiare chi ci sta governando in Europa”. Una presa di posizione netta che riflette la preoccupazione del sistema industriale per l’assenza di risposte rapide e concrete.

Allo stesso tempo, il numero uno degli industriali avverte dei rischi macroeconomici legati al protrarsi del conflitto: “Se dovesse proseguire, con questa instabilità, senza una negoziazione nel Golfo sicuramente entreremmo in recessione”. Un allarme condiviso anche dal Fondo monetario internazionale, che ha evidenziato il rischio di una frenata economica in caso di escalation in Medio Oriente. Secondo le stime del Centro Studi Confindustria, una rapida conclusione porterebbe il Pil a +0,5%, mentre un conflitto di quattro mesi lo azzererebbe, fino a una vera e propria recessione in caso di durata più lunga.

Il nodo, quindi, non è solo economico ma anche politico: la capacità dell’Unione di reagire in modo coordinato ed efficace. Una questione che riapre il dibattito sulla governance europea e sulla necessità di un cambio di passo.


2) Energia: Orsini, 'l'Italia rifletta sullo stop al gas russo

Il caro energia riporta al centro del dibattito europeo anche opzioni finora considerate politicamente impraticabili, come il ritorno al gas russo. Una possibilità su cui, secondo Confindustria, è necessario aprire una riflessione pragmatica.

“Dobbiamo fare tutto il possibile per salvaguardare le nostre imprese”, afferma il presidente Emanuele Orsini, ricordando come il costo dell’energia sia passato da 28 a 160 euro al megawattora rispetto al periodo pre-conflitto tra Russia e Ucraina.

Il punto, sottolinea Orsini, è la competitività: con prezzi così elevati le aziende europee rischiano di uscire dal mercato globale. Da qui la necessità di “una visione complessiva” che tenga insieme sicurezza energetica, sostenibilità e tenuta del sistema produttivo.

Parallelamente, resta la critica all’Europa per la mancanza di misure immediate: “Sui costi energetici non abbiamo nulla di pronto”, denuncia Confindustria, chiedendo interventi urgenti anche su strumenti come l’Ets, ritenuto un fattore che incide pesantemente sui prezzi.


3) Orsini: stop a campagna elettorale permanente, politica pensi a bene Paese

Nel pieno delle tensioni internazionali ed economiche, dal mondo delle imprese arriva un richiamo alla responsabilità politica. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, invita tutte le forze politiche a mettere da parte la logica elettorale e concentrarsi sulle priorità del Paese.

“In un momento come questo bisogna pensare al bene dell’Italia”, afferma Orsini, sottolineando che non è il tempo di una “campagna elettorale permanente”. Al contrario, secondo il numero uno degli industriali, è necessario garantire stabilità e costruire misure concrete a sostegno dell’economia.

In questo quadro, il tema dei conti pubblici resta importante per la credibilità del Paese, ma deve accompagnarsi a una strategia di lungo periodo con un piano industriale per difendere la competitività e la reputazione dell’Italia sui mercati internazionali.

Confindustria, assicura Orsini, è pronta a fare la sua parte, anche attraverso il confronto con le parti sociali, per contribuire a definire le priorità economiche in una fase considerata cruciale per il sistema produttivo.