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14

ott

2026

News - IMPRENDITORE - MANAGER - OPERATORE

RAPPORTO DI PREVISIONE "PER FAR CRESCERE L'ITALIA: FRONTEGGIARE GLI SHOCK INTERNAZIONALI E RAFFORZARE LE IMPRESE" - CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA

DIREZIONE

Per info

Frecassetti Pietro
Tel. 035 275 320
Torri Chiara
Tel. 035 275 329

Il 14 ottobre 2026 il Centro Studi Confindustria ha pubblicato il nuovo Rapporto di previsione d’autunno. Lo scenario resta caratterizzato da elevata incertezza, legata soprattutto alla guerra nel Golfo, alla quasi chiusura dello Stretto di Hormuz e alle tensioni sui mercati energetici e finanziari. Rispetto alle previsioni di marzo, tuttavia, l’andamento dell’economia italiana nella prima parte dell’anno è risultato migliore delle attese.

Per l’Italia, il CSC prevede una crescita del PIL pari a +1,0% nel 2026, in rialzo di 0,5 punti rispetto alla stima di marzo, e un rallentamento a +0,6% nel 2027. La revisione positiva per il 2026 riflette la crescita registrata nei primi due trimestri, il contributo del PNRR – stimato in circa +0,5 punti di PIL – e un trasferimento dei rincari energetici sui prezzi degli altri beni e servizi finora più contenuto del previsto. Anche il prezzo del petrolio è aumentato meno delle attese iniziali grazie alla debolezza della domanda mondiale. 

La crescita del 2026 è sostenuta soprattutto dai consumi delle famiglie (+1,1%) e dagli investimenti (+3,3%), questi ultimi favoriti dal PNRR e dagli incentivi agli investimenti privati. Le esportazioni di beni e servizi aumentano del +2,9%, ma il contributo della domanda estera netta resta negativo per la crescita più sostenuta delle importazioni (+3,4%). Nel 2027 tutte le principali componenti rallentano: consumi delle famiglie +0,5%, investimenti +0,8%. L’occupazione perde progressivamente slancio, passando da +0,8% nel 2026 a +0,3% nel 2027.

Il principale elemento di debolezza resta l’energia. A settembre il Brent ha raggiunto circa 102 dollari al barile e il gas europeo 77 euro/MWh, massimo dalla fine del 2022. L’aumento dei costi energetici ha portato l’inflazione italiana al 4,2% a settembre; nella media annua il CSC prevede prezzi al consumo in crescita del +3,2% nel 2026, con rientro al +2,2% nel 2027. L’aumento dell’inflazione riduce il potere d’acquisto delle famiglie e si accompagna a una politica monetaria più restrittiva: dopo il secondo rialzo BCE di settembre, sono attesi altri tre aumenti dei tassi nei mesi successivi.

Anche la conclusione del PNRR contribuisce al rallentamento atteso nel 2027. Pur rimanendo circa 47 miliardi di euro di risorse da spendere dopo il 2026, il flusso sarà sensibilmente inferiore ai circa 42 miliardi utilizzati nel 2026. Sul lato produttivo, l’industria mostra ancora una certa tenuta, con una crescita acquisita della produzione pari al +0,4% a luglio, sostenuta da export e investimenti in impianti e macchinari. La ripresa resta però frenata dall’aumento dei costi di produzione e trasporto e dalle barriere commerciali. 

Rischi dello scenario. L’ipotesi di base del CSC prevede che, dopo le elezioni di midterm negli Stati Uniti, si arrivi a una soluzione della guerra USA-Iran e che da gennaio 2027 inizi la normalizzazione dei transiti attraverso Hormuz. Il protrarsi della chiusura oltre la primavera renderebbe però lo scenario molto più critico: secondo il CSC, con petrolio a 115 dollari e gas a 89 euro/MWh, la crescita italiana prevista per il 2027 potrebbe essere azzerata. A questo si aggiunge il rischio di una maggiore volatilità finanziaria, con rialzo dei rendimenti sovrani e ulteriori interventi restrittivi delle banche centrali.

Sul piano internazionale, il PIL mondiale è previsto crescere del +2,8% nel 2026 e del +3,2% nel 2027, mentre il commercio mondiale rimane molto dinamico (+5,0% nel 2026), trainato soprattutto dall’Asia e dagli scambi high-tech. L’Area euro cresce del +0,8% nel 2026 e del +1,0% nel 2027, gli Stati Uniti del +2,0% e +2,1%, mentre i paesi emergenti passano dal +3,7% al +4,5%. La Cina continua a crescere soprattutto grazie all’export, mentre resta debole la domanda interna.

Al seguente link è possibile scaricare il rapporto completo:

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