29
set
2026
News - IMPRENDITORE - MANAGER - OPERATORE
ARTIGIANATO, ZANETTI: “LA CRESCITA DELLE IMPRESE VA SOSTENUTA, NON DISINCENTIVATA. SERVONO REGOLE CHIARE E CONDIZIONI DI CONCORRENZA EQUE”
“L’artigianato rappresenta una componente essenziale del nostro sistema produttivo e il suo valore non è in discussione. Il tema posto da Confindustria riguarda invece la necessità di mantenere confini chiari tra realtà artigiane e imprese industriali e, soprattutto, di evitare che aziende che operano sugli stessi mercati e con strutture produttive analoghe possano trovarsi soggette a condizioni profondamente differenti”.
Così Matteo Zanetti, Presidente di Confindustria Bergamo, interviene nel dibattito sulla riforma della disciplina dell’artigianato, a seguito della presa di posizione espressa da Confindustria a livello nazionale.
“Per un territorio come il nostro, caratterizzato da una forte cultura manifatturiera e da imprese che hanno saputo crescere, investire, innovare e competere sui mercati internazionali, è un tema particolarmente rilevante. La crescita dimensionale deve essere un obiettivo da accompagnare e premiare, non una condizione dalla quale possa risultare conveniente sottrarsi. Abbiamo bisogno di imprese più solide, patrimonializzate, innovative e capaci di creare occupazione qualificata.
La questione non riguarda una contrapposizione tra industria e artigianato. Riguarda piuttosto il principio per cui a condizioni imprenditoriali comparabili devono corrispondere regole comparabili. Diversamente si rischia di intervenire sul terreno della concorrenza tra imprese, del costo del lavoro, delle tutele dei lavoratori e degli equilibri della rappresentanza”.
Confindustria ha stimato che, nello scenario di maggiore estensione del perimetro dell’artigianato, l'impatto sulla finanza pubblica potrebbe superare un miliardo di euro annui e che tra 1,3 e 1,8 milioni di lavoratori potrebbero essere interessati da un possibile cambio del contratto collettivo applicato. Si tratta di valutazioni che, secondo Confindustria Bergamo, rendono necessario un esame approfondito degli effetti della riforma prima della sua definizione.
“Ogni intervento di modernizzazione della normativa è legittimo e può essere utile - conclude Zanetti - ma deve poggiare su certezza del diritto, sostenibilità economica, qualità del lavoro e concorrenza leale. Per questo riteniamo fondamentale che il percorso prosegua attraverso un confronto approfondito con tutte le rappresentanze coinvolte e sulla base di una valutazione trasparente degli effetti economici, contributivi e occupazionali delle diverse ipotesi. Se imprese dalle dimensioni ridotte, ma con organizzazione industriale, potessero scegliere di gestire le relazioni di lavoro con le modalità proprie delle imprese artigiane, sarebbero indotte a ridurre il welfare contrattuale e aziendale, a contenere i trattamenti diretti e indiretti, ad applicare gestioni orarie inadeguate. La competizione al ribasso danneggerebbe il mercato del lavoro, a Bergamo già particolarmente difficile. La competitività del nostro sistema produttivo si costruisce in altro modo, facendo crescere produttività, competenze, innovazione e capacità di investimento delle imprese”.