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29

giu

2026

News - IMPRENDITORE - MANAGER - OPERATORE

CONGIUNTURA FLASH GIUGNO 2026 - ECONOMIA IN STALLO: PETROLIO IN CALO, MA INFLAZIONE ALTA E SALGONO I TASSI; SI FERMA IL TURISMO

DIREZIONE

Per info

Frecassetti Pietro
Tel. 035 275 320
Torri Chiara
Tel. 035 275 329

 


Venerdì 26 Giugno il Centro Studi Confindustria ha pubblicato una nuova edizione di "Congiuntura Flash".

  • Economia italiana in stallo nel 2° trimestre: la guerra in Iran e le difficoltà nei transiti attraverso lo Stretto di Hormuz pesano su crescita, turismo, credito e fiducia. Il 3° trimestre è atteso in miglioramento, mentre industria e investimenti continuano a tenere grazie al sostegno del PNRR.
  • Energia e inflazione restano fattori critici: il prezzo del Brent è sceso rispetto ai picchi di maggio, ma gas e prezzi energetici restano su livelli elevati. L’inflazione italiana è salita al 3,2% e la BCE ha aumentato i tassi al 2,25%, rendendo più onerosi credito e investimenti.
  • Consumi e turismo mostrano segnali di debolezza: le vendite al dettaglio, sia alimentari sia non alimentari, rallentano, penalizzate dall’aumento dei prezzi. Frena anche la spesa dei turisti stranieri e il settore dei servizi registra una moderata flessione.
  • Industria italiana relativamente solida, ma scenario incerto: la produzione industriale (+0,5%) e il PMI manifatturiero (52,9) migliorano, sostenuti da beni strumentali e intermedi. Tuttavia, il contesto internazionale, segnato da dazi e guerra, resta il principale fattore di incertezza. L’export cala ad aprile (-2,8%), pur restando positivo nella media trimestrale, con dinamiche molto differenziate tra mercati e settori.
  • Quadro internazionale disomogeneo: l’Eurozona appare debole, soprattutto nei servizi francesi e nell’industria tedesca. Gli Stati Uniti continuano a crescere, grazie al miglioramento di industria e mercato del lavoro, ma restano penalizzati da un’inflazione elevata (+4,2%). La Cina mantiene una dinamica sostenuta nell’export e nella produzione industriale dei settori ad alta tecnologia, ma mostra debolezza nei consumi interni.
  • Petrolio: rischio scarsità non eliminato: tra marzo e maggio l’estrazione mondiale di petrolio è crollata a causa delle restrizioni a Hormuz e dei danni agli impianti nel Golfo. Le stime indicano per il 2026 una risalita lenta e parziale della produzione, necessaria per smaltire l’ingorgo nello Stretto e ripristinare gli impianti. Le riserve strategiche dovrebbero offrire un sostegno, ma l’estate 2026 sarà una fase critica: se i transiti resteranno limitati, potrebbero rendersi necessarie misure per ridurre i consumi.

 

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