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2026
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ASSEMBLEA CONFINDUSTRIA 2026: DALLA RELAZIONE DI ORSINI LE PRIORITÀ PER IL PAESE
Responsabilità e coraggio: dalla relazione di Orsini le priorità per il Paese
Martedì 26 maggio, presso il Roma Convention Center La Nuvola, a Roma, si è svolta l’Assemblea di Confindustria 2026, appuntamento annuale del sistema confindustriale che riunisce imprese, istituzioni e rappresentanze associative attorno alle principali sfide economiche, industriali e sociali del Paese.
Nella sua relazione, il Presidente Emanuele Orsini ha richiamato la necessità di affrontare con responsabilità e coraggio le trasformazioni in corso: dalla competitività europea al costo dell’energia, dalla crescita dimensionale delle imprese all’innovazione, fino ai temi del lavoro, dei salari e dell’attrattività dell’Italia.
Fiducia, coraggio e responsabilità sono le parole che attraversano l’intervento del Presidente e che diventano la chiave di lettura di uno scenario segnato da guerre, tensioni geopolitiche, nuove competizioni industriali globali e costi energetici che continuano a incidere sulla competitività delle imprese.
Un intervento che guarda all’Europa, ma che chiama in causa direttamente anche l’Italia e la sua capacità di tornare a crescere. Perché, ha sottolineato Orsini, “per troppo tempo ci siamo accontentati di fare il minimo indispensabile invece del massimo necessario”.
“Serve coraggio perché il tempo che stiamo vivendo non ammette attese, esitazioni, incertezze o ritardi”.
Una parte centrale della relazione è stata dedicata all’Europa, indicata come la dimensione necessaria per affrontare le sfide geopolitiche, tecnologiche e industriali in corso. Secondo Orsini, tuttavia, l’Unione deve “cambiare strada e marcia”, a fronte della perdita di competitività del continente, dell’indebolimento della manifattura e delle dipendenze strategiche che si stanno consolidando.
Da qui il richiamo alla necessità di un vero mercato unico dell’energia, di un mercato unico dei capitali e del risparmio e del ricorso a un debito comune europeo per finanziare investimenti strategici.
Il tema energetico rappresenta uno dei passaggi più netti dell’intervento. Per le imprese, ha evidenziato Orsini, il prezzo dell’energia è ormai una vera e propria minaccia esistenziale. Il Paese non può continuare a sostenere costi superiori rispetto ai principali competitor europei: servono una visione strategica nazionale, lo sviluppo delle rinnovabili, il rafforzamento delle reti, lo sblocco delle autorizzazioni e un confronto aperto anche sul nucleare.
La crescita del Paese passa anche dalla crescita dimensionale delle imprese. “Il Paese cresce se le piccole aziende diventano medie e quelle medie diventano grandi”, ha ricordato il Presidente, richiamando la necessità di sostenere gli investimenti, favorire fusioni e acquisizioni e rafforzare gli strumenti a supporto della competitività.
Un capitolo importante della relazione è stato dedicato anche all’innovazione e all’Intelligenza artificiale, considerate leve decisive per il futuro del sistema produttivo. L’AI, ha sottolineato Orsini, non è una tecnologia da acquistare e integrare semplicemente nei processi aziendali, ma un ecosistema da costruire, investendo nelle filiere produttive, nelle competenze digitali, nel software, nel cloud e nella formazione.
Formazione, competenze e nuove tecnologie diventano quindi elementi centrali per rafforzare la competitività delle imprese e accompagnare giovani e lavoratori nelle trasformazioni in atto.
La relazione ha affrontato anche il tema della semplificazione, indicata come condizione necessaria per attrarre investimenti e sostenere la crescita. Tra gli esempi richiamati, la ZES Unica e la necessità di intervenire sulla revisione della normativa relativa alla responsabilità amministrativa delle imprese.
Accanto alle priorità economiche e industriali, Orsini ha richiamato anche il metodo con cui affrontare le scelte strategiche del Paese: responsabilità condivisa, chiarezza delle decisioni e capacità di evitare che ogni scelta necessaria si trasformi in un terreno di scontro permanente.
Nella parte finale dell’intervento, il focus si è spostato sul lavoro, sui salari e sulle condizioni che rendono il Paese attrattivo. Il Presidente ha rivendicato il dialogo avviato con i sindacati e il lavoro comune contro i contratti pirata, sottolineando al tempo stesso che la questione salariale resta aperta e che le basse retribuzioni rischiano di allontanare i giovani dall’Italia.
In questa prospettiva si inserisce anche il richiamo al Piano Casa, letto non solo come misura sociale, ma anche come strumento di politica economica e di crescita.
La conclusione della relazione è tornata sul messaggio iniziale: responsabilità come metodo, coraggio come scelta. Orsini ha ribadito il ruolo centrale della manifattura italiana, ancora seconda in Europa e ottava nel mondo, e la necessità di non considerare la deindustrializzazione come un destino inevitabile.
“È il tempo del coraggio”: una chiamata che, più che al solo sistema produttivo, viene rivolta all’intero Sistema Paese.
In allegato è disponibile la relazione del Presidente Emanuele Orsini.