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20

apr

2026

News - IMPRENDITORE - MANAGER - OPERATORE

CONGIUNTURA FLASH APRILE 2026 - RINCARI DELL'ENERGIA, CALO DI FIDUCIA E ASPETTATIVE, RIALZO DEI TASSI SOVRANI: PRIMI IMPATTI DELLA GUERRA

DIREZIONE

Per info

Frecassetti Pietro
Tel. 035 275 320
Torri Chiara
Tel. 035 275 329

 Lunedì 20 Aprile il Centro Studi Confindustria ha pubblicato una nuova edizione di "Congiuntura Flash".
  • Peggioramento del quadro economico generale: la guerra in Medio Oriente mantiene elevati i prezzi dell’energia, aggravando il contesto macroeconomico italiano. In questo scenario, gli investimenti rappresentano l’unico elemento di tenuta, sostenuti dalle risorse del PNRR.
  • Shock energetico e inflazione: il petrolio si mantiene intorno ai 100 dollari al barile, mentre il gas resta su livelli elevati nonostante un lieve calo rispetto a marzo. L’aumento dei costi energetici alimenta l’inflazione (a marzo, +2,5% in Europa, +1,7% in Italia), riduce il potere d’acquisto delle famiglie e frena la crescita economica.
  • Aumento dei tassi e condizioni finanziarie più rigide: i rendimenti dei titoli di Stato europei sono in aumento e la BCE è orientata a rialzi dei tassi per contrastare l'inflazione. Cresce anche il costo del credito per le imprese, con effetti negativi su investimenti futuri e accesso ai finanziamenti.
  • Consumi deboli e maggiore propensione al risparmio: la fiducia delle famiglie diminuisce sensibilmente e le vendite al dettaglio calano. Si rafforza il rischio di un aumento del risparmio precauzionale, che potrebbe comprimere ulteriormente i consumi nel breve periodo.
  • Industria e servizi in rallentamento: a febbraio la produzione industriale cresce marginalmente (+0,1%) e non recupera le perdite di gennaio (-0,6%), mentre peggiorano le aspettative delle imprese. L’export mostra segnali di ripresa (+2,2% a prezzi costanti), ma si prevede un impatto negativo rilevante della guerra. Anche i servizi, dopo una fase iniziale positiva trainata dal turismo, evidenziano un calo della domanda e un deterioramento degli ordini.
  • Il contesto internazionale: l’Eurozona mostra diffusi segnali di sfiducia, sia sul fronte della produzione industriale sia su quello dell’occupazione. Negli Stati Uniti si osservano, invece, dinamiche positive di manifattura e mercato del lavoro. La crescita della Cina è in rallentamento, penalizzata dalle difficoltà legate all’export e all’approvvigionamento energetico.
  • Imprese sotto pressione e rischi legati alla guerra: i dati dell'Indagine Rapida sull’attività nell’industria italiana evidenziano che le principali criticità per le imprese riguardano l’aumento dei costi energetici, delle materie prime e dei trasporti. Se il conflitto dovesse prolungarsi, oltre ai rincari aumenterebbero anche i rischi di carenze nelle forniture. In questo contesto, l’incremento dei costi energetici potrebbe ridurre significativamente la competitività delle imprese italiane rispetto ai concorrenti internazionali.

Per leggere il rapporto completo:

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