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02

lug

2026

News - IMPRENDITORE - MANAGER - OPERATORE

DAL CALDO PERCEPITO AL RISCHIO REALE. COME LEGGERE CORRETTAMENTE GLI INDICI METEOROLOGICI E GLI STANDARD TECNICI PER LA VALUTAZIONE DEL MICROCLIMA.

AMBIENTE, DIREZIONE, ESG, LAVORO E PREVIDENZA, SICUREZZA

Per info

Fiandri Roberto
Tel. 035 275 262

Come è noto, la valutazione del rischio da caldo non può basarsi sulla sola temperatura dell'aria. La reale sollecitazione dell'organismo dipende infatti dall'interazione tra temperatura, umidità, ventilazione, irraggiamento solare e intensità dell'attività lavorativa.

Per agevolare una migliore comprensione di questi aspetti, si allega una breve nota tecnico-divulgativa che illustra, con un linguaggio semplice, l'evoluzione degli indici utilizzati per descrivere il caldo percepito: dai tradizionali Humidex e Heat Index fino ai più recenti modelli bioclimatici internazionali.

Con particolare riferimento agli ambienti di lavoro, il documento richiama gli strumenti previsti dalle norme tecniche internazionali e dalle Buone Pratiche del Portale Agenti Fisici, illustrando il ruolo dell'indice WBGT, del metodo PHS per la determinazione dei tempi di lavoro e recupero e dell'indice PMV per la valutazione del comfort negli ambienti climatizzati.

Un approfondimento è inoltre dedicato al territorio della provincia di Bergamo, con alcune considerazioni sull'andamento del Dew Point quale indicatore dell'afa e sulle differenze climatiche tra pianura, area urbana e valli.

La nota si conclude con una sintetica presentazione della piattaforma istituzionale Worklimate (INAIL-CNR), oggi riferimento nazionale per la previsione del rischio da caldo e per l'applicazione delle ordinanze regionali che disciplinano il lavoro all'aperto.