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feb
2026
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CONGIUNTURA FLASH FEBBRAIO 2026 - EXPORT E CONSUMI ZAVORRANO L'INDUSTRIA. POSITIVI, POTENZIALMENTE, GLI IMPATTI DEL DECRETO ENERGIA
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Frecassetti Pietro
Tel. 035 275 320 p.frecassetti@confindu...

Lunedì 23 Febbraio il Centro Studi Confindustria ha pubblicato il nuovo numero di "Congiuntura Flash".
1. Quadro macroeconomico italiano
A inizio 2026 lo scenario peggiora. Dopo il +0,3% del PIL nel 4° trimestre 2025, trainato dal PNRR, migliorano fiducia delle famiglie e servizi, mentre l’industria resta volatile e frenata da export debole, consumi fragili ed energia cara.
2. Energia
Petrolio e gas restano su livelli elevati, seppur con possibili riduzioni grazie al decreto “bollette”. Il dollaro debole attenua solo in parte i rincari e penalizza l’export.
3. Consumi e investimenti
I segnali sugli investimenti in impianti e macchinari sono positivi, mentre le costruzioni mostrano un indebolimento. I consumi restano deboli, nonostante un lieve recupero della fiducia e un miglioramento nelle immatricolazioni auto.
4. Industria ed export
La produzione industriale segna un recupero fragile e disomogeneo, con PMI ancora in area recessiva. L’export è volatile e in calo nel trimestre, con forti differenze settoriali e geografiche; ordini esteri ancora deboli a inizio 2026.
5. Contesto internazionale
L’Eurozona mostra timidi segnali di ripresa, soprattutto nei servizi. Gli USA mantengono un profilo espansivo nell’industria, ma con mercato del lavoro debole. L’India conferma una manifattura dinamica, sostenuta anche da accordi commerciali.
6. Dinamiche settoriali dell’industria italiana
Nel 2025 l’industria registra una lieve flessione (-0,2%), dopo il forte calo del biennio precedente. Crescono farmaceutica e metallurgia, tengono alimentare e altri mezzi di trasporto; restano in difficoltà automotive, moda e chimica. Sulla manifattura in generale pesano energia cara, dollaro debole, dazi e incertezza; sostengono invece tassi più bassi e la buona dinamica degli investimenti. Per il 2026 si prospetta una moderata crescita della manifattura, come parziale recupero dopo tre anni negativi.
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