31
mar
2026
News - IMPRENDITORE - MANAGER - OPERATORE
MODA CIRCOLARE E INNOVAZIONE: AL PALEOCAPA DIALOGO TRA IMPRESE, SCUOLA E CONFINDUSTRIA BERGAMO

Una sessantina di studenti sono stati coinvolti questa mattina all’ITIS “P. Paleocapa” di Bergamo nell’iniziativa “Dal filo al futuro: come nasce e si trasforma un capo di abbigliamento”, organizzata all’interno del Corso Tessile Moda. Un momento di confronto diretto, con imprese ed esperti della filiera tessile.
L’incontro si inserisce nelle attività di collaborazione tra imprese, scuola e Confindustria Bergamo volte a rafforzare il dialogo tra sistema produttivo e formazione tecnica, con l’obiettivo di avvicinare i giovani alle trasformazioni che stanno interessando il settore tessile-moda.
Durante la mattinata gli studenti hanno seguito il percorso che porta dalla materia prima al prodotto finito, affrontando alcuni dei temi oggi più rilevanti per il settore: sostenibilità, innovazione tecnologica, economia circolare e nuove normative europee.
Il filo conduttore è stato il case history dell’azienda bergamasca Daema, brand di abbigliamento sportivo femminile progettato secondo i principi dell’eco-design e della produzione circolare per favorire il riuso dei materiali e dei componenti. L’esperienza dell’azienda è stata utilizzata come esempio concreto per illustrare come la progettazione di un capo debba oggi tenere conto fin dall’origine di aspetti legati alla sostenibilità, alla tracciabilità e alla possibilità di riutilizzo dei materiali, ma anche dei requisiti di compliance normativa, sempre più centrali nel settore tessile in relazione alle nuove direttive europee.
«Nel Consiglio Direttivo del gruppo merceologico Tessili di Confindustria Bergamo, di cui faccio parte, si discute spesso della necessità di mostrare agli studenti quanto l’intera filiera tessile sia oggi evoluta e tecnologica», ha spiegato Daniela Manzoni, CEO & Co-Founder di Daema. «Dalla produzione dei macchinari alla lavorazione delle materie prime, dai processi di trasformazione tessile fino alla progettazione e realizzazione del capo finito, innovazione, sostenibilità e compliance normativa stanno trasformando profondamente il settore».
Ampio spazio è stato dedicato alle nuove normative europee, con il contributo di Monica Meloncelli, area Energia Sicurezza Ambiente e CSR di Confindustria Bergamo, che ha presentato il tema del Digital Product Passport, il passaporto digitale di prodotto che il settore tessile dovrà adottare entro il 2027. Uno strumento destinato a diventare centrale per garantire trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera, raccogliendo informazioni su composizione, origine e ciclo di vita dei prodotti, con impatti rilevanti sia per le imprese sia per i consumatori.
The Woolmark Company, storica associazione internazionale degli allevatori di pecora merino con una sede anche a Milano, ha illustrato agli studenti l’innovazione nella produzione della lana merino, fibra naturale da fonte rinnovabile, ideale per l’abbigliamento sportivo per traspirabilità e termoregolazione.
SAIT, azienda software con esperienza trentennale, ha mostrato come la tecnologia blockchain consenta di creare in tempo reale il passaporto digitale di una borsa “new life” ricavata da un capo Daema, esempio pratico di design per il riuso dei materiali in ottica upcycling che punta a trasformare materiali di scarto, prodotti inutilizzati o vecchi oggetti in nuovi prodotti di valore.
“Iniziative come questa confermano il valore della collaborazione tra scuola e imprese per accompagnare i giovani nella comprensione delle trasformazioni in atto nella filiera tessile” spiega Marco Felli, Presidente del Consiglio Direttivo Gruppo Tessili e Moda di Confindustria Bergamo. “Il nostro territorio può contare su un sistema produttivo articolato, in cui convivono grandi realtà industriali e una rete di piccole e medie imprese altamente specializzate: un ecosistema di eccellenza che rappresenta per gli studenti un’opportunità concreta di formazione, crescita professionale e futuro inserimento qualificato nel mondo del lavoro. Rafforzare questo dialogo significa investire nelle competenze e nella competitività del nostro sistema manifatturiero”.

